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- STEMMA COMUNALE "
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Lo
stemma con le figure del pino e delle tre stelle è
comparso per la prima volta su un sigillo comunale del gennaio
1937 abbinato allo stemma del regime e fu usato, in concomitanza
con altro sigillo, anch'esso con l'emblema del Regime, fino
al 1940, perdendosi poi con i drammatici evento bellici.
Ricompare su una cartellina del Consiglio Comunale datata
24 aprile 1967, con il motto "Ad sidera Tendit";
motto dovuto presumibilmente allo scrittore pinese Angelo
Caselle, in quegli anni Assessore Comunale. A partire dall'aprile
1970 il nuovo stemma diventa predominante nei sigilli comunali
e assurge ben presto a simbolo della Municipalità.
Tenendo presente la normativa (è stato seguito il volume
"ARALDICA" di Lorenzo Caratti di Valfrei, edito
da Mondadori nel 1966), il nostro Comune, in qualità
di "Ente Territoriale" può fregiarsi dello
stemma purché conforme alla regolamentazione prevista
negli articoli da 54 a 128 del Regio Decreto 7 giugno 1943
n° 652; e può avvalersi della specifica tutela
da parte dello Stato dopo che l'Ufficio Araldico presso la
Presidenza del Consiglio dei Ministri ha provveduto alla stesura
dell'apposito decreto di concessione.
Le parti che compongono lo stemma sono lo scudo, il motto,
la corona e l'elemento decorativo.
LO SCUDO
E' di forma rigorosamente sannitica, come previsto dall'articolo
39 del R. D. 21/1/1926 n° 61.
Le sue proporzioni sono 7 moduli di larghezza e 9 di altezza.
La descizione araldica - sulla base di quanto è già
tradizione a Pino Torinese - è la seguente: d'argento
al pino piantato al naturale, al capo d'azzurro carico di
tre stelle d'oro ordinate in fascia.
Le figure (il pino e le stelle) hanno queste motivazioni:
il pino è l'albero a cui il Comune deve il nome. Il
territorio infatti fu chiamato, già prima che nascesse
il Comune,"regione di S. Maria del Pino", poi "del
Pino" e infine solo "Pino" (siamo nel Medioevo:
si ricorda una citazione vescovile del 1100 e soprattutto
un censimento chierese del 1275)
Le stelle - simbolo di chi aspira a cose superiori e ad azioni
sublimi - sono state sempre presenti nella storia di Pino:
sia nello stemma dei Carmelitani prima che sorgesse la municipalità,
sia nello stemma dei feudatari "Conti di Pino e Castelvecchio"
fino al 1868. I Savoia Re d'Italia hanno - sia pure indirettamente
- avvalorato l'idea con la scelta di Pino a sede del Regio
Osservatorio Astronomico (1908)
IL MOTTO
Non previsto dal citato R. D. n° 652/1943, sarebbe
da ritenere escluso in base al disposto di un precedente R.
D. (il n° 61 del 21/01/1929, articolo 39, comma 2). La
prassi però nel caso nostro può ammettere una
tolleranza perché il motto è parte integrante
dello scudo, già adottato dal 1967, e la frase "Ad
sidera Tendit" completa le figure e dà loro un
significato con il Pino teso a mo di freccia verso le stelle.
Il motto è scritto in lettere maiuscole romane su una
lista svolazzante e bifida smaltata come lo smalto dello scudo
(nel nostro caso: d'argento)
LA CORONA
Le misure sono quelle di una corona nobiliare: larghezza
al cerchio 5 moduli e massima 8; altezza 2.
La forma è nel nostro caso, quella prevista per i "Comuni",
cioé - come recita il R. D. 1943 n° 651 all'articolo
97 - un cerchio aperto da quattro posterle (tre visibili),
con due cordonature a muro sui margini, sostenente una cinta,
aperta da sedici porte (nove visibili), ciascuna sormontata
da una merlatura a coda di rondine, il tutto d'argento e murato
di nero.
L'ELEMENTO DECORATIVO
Specifico di un Ente Territoriale, consiste in due rami che
circondano lo scudo: uno di quercia verde (smeraldo), a destra,
con ghiande d'oro e uno di alloro verde (smeraldo), a sinistra,
con bacche d'oro, fra loro decussati (ossia incrociati) sotto
la punta dello scudo e annodati da un nastro dai colori nazionali
verde bianco e rosso.
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I
vecchi sigilli Comunali
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